ATTO QUARTO


(È notte. Giardino con due padiglione,
a destra e a sinistra. Entra Barbarina con
Lampione
)

Scena Prima

(Barbarina sola)

Nº 23. Cavatina

BARBARINA
(cercando qualche cosa per terra)
L'ho perduta... me meschina...
ah, chi sa dove sarà?
Non la trovo... E mia cugina...
e il padron ... cosa dirà?

Scena Seconda

(Barbarina, Figaro e Marcellina )

FIGARO
(entrando)
Barbarina, cos'hai?

BARBARINA
L'ho perduta, cugino.

FIGARO
Cosa?

MARCELLINA
(entrando)
Cosa?

BARBARINA
La spilla,
che a me diede il padrone per recar a Susanna.

FIGARO
A Susanna ... la spilla?

(In collera)

E così, tenerella, il mestiero già sai...

(Tranquillo)

di far tutto sì ben quel che tu fai?

BARBARINA
Cos'è, vai meco in collera?

FIGARO
E non vedi ch'io scherzo? Osserva...

(cerca un momento per terra, dopo aver
destramente cavata una spilla dall'abito o
dalla cuffia di Marcellina e la dà a Barbarina)

Questa
è la spilla che il Conte
da recare ti diede alla Susanna,
e servia di sigillo a un bigliettino;
vedi s'io sono istrutto?

BARBARINA
E perché il chiedi a me quando sai tutto?

FIGARO
Avea gusto d'udir come il padrone
ti die' la commissione.

BARBARINA
Che miracoli!
"Tieni, fanciulla, reca questa spilla
alla bella Susanna, e dille: Questo
è il sigillo de' pini."

FIGARO
Ah, ah, de' pini!

BARBARINA
È ver ch'ei mi soggiunse:
"Guarda che alcun non veda."
Ma tu già tacerai.

FIGARO
Sicuramente.

BARBARINA
A te già niente preme.

FIGARO
Oh niente, niente.

BARBARINA
Addio, mio bel cugino;
vò da Susanna, e poi da Cherubino.

(parte saltando)

Scena Terza

(Marcellina e Figaro)

FIGARO
(quasi stupido)
Madre!

MARCELLINA
Figlio!

FIGARO
Son morto!

MARCELLINA
Calmati, figlio mio.

FIGARO
Son morto, dico.

MARCELLINA
Flemma, flemma, e poi flemma! Il fatto è serio;
e pensarci convien, ma pensa un poco
che ancor non sai di chi prenda gioco.

FIGARO
Ah, quella spilla, oh madre, è quella stessa
che poc'anzi ei raccolse.

MARCELLINA
È ver, ma questo
al più ti porge un dritto
di stare in guardia, e vivere in sospetto.
Ma non sai, se in effetto...

FIGARO
All'erta dunque: il loco del congresso
so dov'è stabilito...

MARCELLINA
Dove vai figlio mio?

FIGARO
A vendicar tutti i mariti: addio.

(parte infuriato)

Scena Quarta

(Marcellina sola)

MARCELLINA
Presto avvertiam Susanna:
io la credo innocente:
quella faccia, quell'aria di modestia...
è caso ancora ch'ella non fosse...
ah quando il cor non ciurma
personale interesse,
ogni donna è portata alla difesa
del suo povero sesso,
da questi uomini ingrati a torto oppresso.

Nº 24. Aria

MARCELLINA
Il capro e la capretta
son sempre in amistà,
l'agnello all'agnelletta
la guerra mai non fa.
Le più feroci belve
per selve e per campagne
lascian le lor compagne
in pace e libertà.
Sol noi povere femmine
che tanto amiam questi uomini,
trattate siam dai perfidi
ognor con crudeltà!

(parte)

Scena Quinta

(Folto giardino con due nicchie parallele
praticabili, Barbarina sola con alcune
frutta e ciambelle
)

BARBARINA
(guarda ambedue lati)
Nel padiglione a manca: ei così disse:
è questo ... è questo... e poi se non venisse!
Oh ve' che brava gente!
A stento darmi un arancio,
una pera, e una ciambella.
Per chi madamigella?
Oh, per qualcun, signori:
già lo sappiam: ebbene;
il padron l'odia, ed io gli voglio bene,
però costommi un bacio, e cosa importa,
forse qualcun me'l renderà...

(Qualcuno s'avvicina)

son morta!

(fugge impaurita ed entra
nella nicchia a manca)

Scena Sesta

(Figaro con mantello e lanternino notturno,
poi Basilio, Bartolo e truppa di lavoratori
)

FIGARO
(tra sè)
È Barbarina...

(Forte)

chi va là?

BASILIO
Son quelli che invitasti a venir.

BARTOLO
(a Figaro)
Che brutto ceffo!
Sembri un cospirator. Che diamin sono
quegli infausti apparati?

FIGARO
Lo vedrete tra poco.
In questo loco
celebrerem la festa
della mia sposa onesta
e del feudal signor...

BASILIO
Ah, buono, buono,
capisco come egli è,

(Tra sè)

Accordati si son senza di me.

FIGARO
Voi da questi contorni
non vi scostate; intanto
io vado a dar certi ordini,
e torno in pochi istanti.
A un fischio mio correte tutti quanti.

(Partono tutti eccettuati Bartolo e Basilio.)

Scena Settima

(Basilio e Bartolo)

BASILIO
Ha i diavoli nel corpo.

BARTOLO
Ma cosa nacque?

BASILIO
Nulla. Susanna piace al Conte;
ella d'accordo gli die' un appuntamento
che a Figaro non piace.

BARTOLO
E che, dunque dovria soffrirlo in pace?

BASILIO
Quel che soffrono tanti
ei soffrir non potrebbe? E poi sentite,
che guadagno può far? Nel mondo, amico,
l'accozzarla co' grandi
fu pericolo ognora:
dan novanta per cento e han vinto ancora.

Nº 25. Aria

BASILIO
In quegl'anni, in cui val poco
la mal pratica ragion,
ebbi anch'io lo stesso foco,
fui quel pazzo ch'or non son.
Che col tempo e coi perigli
donna flemma capitò;
e i capricci, ed i puntigli
della testa mi cavò.
Presso un piccolo abituro
seco lei mi trasse un giorno,
e togliendo giù dal muro
del pacifico soggiorno
una pella di somaro,
"prendi disse, oh figlio caro!",
poi disparve, e mi lasciò.
Mentre ancor tacito guardo quel dono,
il ciel s'annuvola rimbomba il tuono,
mista alla grandine scroscia la piova,
ecco le membra coprir mi giova
col manto d'asino che mi donò.
Finisce il turbine, nè fo due passi
che fiera orribile dianzi a me fassi;
già, già mi tocca l'ingorda bocca,
già di difendermi speme non ho.
Ma il finto ignobile del mio vestito
tolse alla belva sì l'appetito,
che disprezzandomi si rinselvò.
Così conoscere mi fè la sorte,
ch'onte, pericoli, vergogna, e morte
col cuoio d'asino fuggir si può.

(Basilio e Bartolo partono
Entra Figaro con mantello)

Scena Ottava

(Figaro solo)

N. 27. Recitativo ed Aria

FIGARO
Tutto è disposto: l'ora
dovrebbe esser vicina; io sento gente.
È dessa... non è alcun...
buia è la notte...
ed io comincio omai,
a fare il scimunito
mestiero di marito.
Ingrata! Nel momento
della mia cerimonia
ei godeva leggendo, e nel vederlo
io rideva di me, senza saperlo.
Oh Susanna, Susanna,
quanta pena mi costi,
con quell'ingenua faccia...
con quegli occhi innocenti...
chi creduto l'avria?
Ah, che il fidarsi a donna
è ognor follia.
Aprite un po' quegli' occhi,
uomini incauti e sciocchi,
guardate queste femmine,
guardate cosa son!
Queste chiamate Dee
dagli ingannati sensi
a cui tributa incensi
la debole ragion,
son streghe che incantano
per farci penar,
sirene che cantano
per farci affogar,
civette che allettano
per trarci le piume,
comete che brillano
per toglierci il lume;
son rose spinose,
son volpi vezzose,
son orse benigne,
colombe maligne,
maestre d'inganni,
amiche d'affanni
che fingono, mentono,
amore non senton,
non senton pietà,
no, no, no, no!
Il resto nol dico,
già ognun lo sa!

(si ritira)

Scena Nona

(Entrano Susanna, la Contessa travestite;
Marcellina e poi Figaro
)

SUSANNA
Signora, ella mi disse che Figaro verravvi.

MARCELLINA
Anzi è venuto. Abbassa un po' la voce.

SUSANNA
Dunque, un ci ascolta, e l'altro
dee venir a cercarmi,
incominciam.

MARCELLINA
Io voglio qui celarmi.

(entra dove
entrò Barbarina)

Scena Decima

I suddetti, meno Marcellina

SUSANNA
Madama, voi tremate; avreste freddo?

CONTESSA
Parmi umida la notte; io mi ritiro.

FIGARO
(tra sè)
Eccoci della crisi al grande istante.

SUSANNA
Io sotto questi piante,
se madama il permette,
resto prendere il fresco una mezz'ora.

FIGARO
(Tra sè)
Il fresco, il fresco!

CONTESSA
(si nasconde)
Restaci in buon'ora.

SUSANNA
Il birbo è in sentinella.
Divertiamci anche noi,
diamogli la mercé de' dubbi suoi.

Nº 27. Recitativo ed Aria

SUSANNA
Giunse alfin il momento
che godrò senz'affanno
in braccio all'idol mio. Timide cure,
uscite dal mio petto,
a turbar non venite il mio diletto!
Oh, come par che all'amoroso foco
l'amenità del loco,
la terra e il ciel risponda,
come la notte i furti miei seconda!
Deh, vieni, non tardar, oh gioia bella,
vieni ove amore per goder t'appella,
finché non splende in ciel notturna face,
finché l'aria è ancor bruna e il mondo tace.
Qui mormora il ruscel, qui scherza l'aura,
che col dolce sussurro il cor ristaura,
qui ridono i fioretti e l'erba è fresca,
ai piaceri d'amor qui tutto adesca.
Vieni, ben mio, tra queste piante ascose,
ti vo' la fronte incoronar di rose.

(S'allonta)

Scena Undicesima

(I suddetti e poi Cherubino)

FIGARO
Perfida, e in quella forma
ella meco mentia? Non so s'io veglio, o dormo.

(Entra Cherubino canterellando)

CHERUBINO
La la la ...

CONTESSA
Il picciol paggio!

CHERUBINO
Io sento gente, entriamo
ove entrò Barbarina.

(Vide alla contessa)

Oh, vedo qui una donna.

CONTESSA
(tra sè)
Ahi, me meschina!

CHERUBINO
M'inganno, a quel cappello,
che nell'ombra vegg'io parmi Susanna.

CONTESSA
(tra sè)
E se il Conte ora vien, sorte tiranna!

Nº 28. Finale

CHERUBINO
Pian pianin le andrò più presso,
tempo perso non sarà.

CONTESSA
(Tra sè)
Ah, se il Conte arriva adesso
qualche imbroglio accaderà!

CHERUBINO
(alla Contessa)
Susanetta... non risponde...
colla mano il volto asconde...
or la burlo, in verità.

(le prende la mano e l'accarezza
la contessa cerca liberarsi)

CONTESSA
(alterando la voce)
Arditello, sfacciatello,
ite presto via di qua!

CHERUBINO
Smorfiosa, maliziosa,
io già so perché sei qua!

Scena Dodicesima

(I suddetti ed il Conte)

CONTE
(la lontano, in atteggiamento d'uno che guarda)
Ecco qui la mia Susanna!

SUSANNA E FIGARO
(lontani l'uno dall'altro)
Ecco qui l'uccellatore.

CHERUBINO
Non far meco la tiranna.

SUSANNA, CONTE E FIGARO
Ah, nel sen mi batte il core!
Un altr'uom con lei sta;

CONTESSA
Via partite, o chiamo gente!

CHERUBINO
(sempre tenendola per la mano)
Dammi un bacio, o non fai niente.

SUSANNA, CONTE E FIGARO
alla voce è quegli il paggio.

CONTESSA
Anche un bacio, che coraggio!

CHERUBINO
E perché far io non posso,
quel che il Conte ognor farà?

SUSANNA, CONTESSA, CONTE E FIGARO
(ciascuno tra sè)
Temerario!

CHERUBINO
Oh ve', che smorfie!
Sai ch'io fui dietro il sofà.

SUSANNA, CONTESSA, CONTE E FIGARO
(come sopra)
Se il ribaldo ancor sta saldo
la faccenda guasterà.

CHERUBINO
(volendo dar un bacio alla Contessa)
Prendi intanto...

(Il Conte, mettendosi tra la Contessa
ed il paggio, riceve il bacio.)

CONTESSA E CHERUBINO
Oh cielo, il Conte!

(Cherubino entra in la nicchia
da Barbarina.)

FIGARO
(appressandosi al Conte)
Vo' veder cosa fan là.

CONTE
(crede di dar uno schiaffo al
paggio e lo dà a Figaro)
Perché voi nol ripetete,
ricevete questo qua!

FIGARO E SUSANNA
(Ah, ci ho/ha fatto un bel guadagno
colla mia/sua curiosità!)

CONTESSA E CONTE
Ah, ci ha fatto un bel guadagno
colla sua temerità!

(Susanna che ode lo schiaffo, ride)

CONTE
(alla Contessa)
Partito è alfin l'audace,
accostati ben mio!

CONTESSA
Giacché così vi piace, eccomi qui signor.

FIGARO
Che compiacente femmina!
Che sposa di buon cor!

CONTE
Porgimi la manina!

CONTESSA
Io ve la do.

CONTE
Carina!

FIGARO
Carina?

CONTE
Che dita tenerelle,
che delicata pelle,
mi pizzica, mi stuzzica,
m'empie d'un nuovo ardor.

SUSANNA, CONTESSA E FIGARO
La cieca prevenzione
delude la ragione
inganna i sensi ognor.

CONTE
Oltre la dote, oh cara,
ricevi anco un brillante
che a te porge un amante
in pegno del suo amor.

(le dà un anello)

CONTESSA
Tutto Susanna piglia dal suo benefattor.

SUSANNA, CONTE E FIGARO
Va tutto a maraviglia,
ma il meglio manca ancor.

CONTESSA
(al Conte)
Signor, d'accese fiaccole
io veggio il balenar.

CONTE
Entriam, mia bella Venere,
andiamoci a celar!

SUSANNA E FIGARO
Mariti scimuniti, venite ad imparar!

CONTESSA
Al buio, signor mio?

CONTE
È quello che vogl'io.
Tu sai che là per leggere
io non desio d'entrar.

FIGARO
La perfida lo seguita, è vano il dubitar.

SUSANNA E CONTESSA
I furbi sono in trappola,
comincia ben l'affar.

(Figaro passa)

CONTE
(con voce alterata)
Chi passa?

FIGARO
(con rabbia)
Passa gente!

CONTESSA
È Figaro; men vò!

CONTE
Andate; io poi verrò.

(Il conte si disperde pel bosco,
la contessa entra a mano destra
)

Scena Tredicesima

(Figaro e Susanna )

FIGARO
Tutto è tranquillo e placido;
entrò la bella Venere;
col vago Marte a prendere
nuovo Vulcan del secolo
in rete la potrò.

SUSANNA
(con voce alterata)
Ehi, Figaro, tacete.

FIGARO
Oh, questa è la Contessa...
A tempo qui giungete...
Vedrete là voi stessa...
il Conte, e la mia sposa...
di propria man la cosa
toccar io vi farò.

SUSANNA
(si scorda di alterare la voce)
Parlate un po' più basso,
di qua non muovo il passo,
ma vendicar mi vò.

FIGARO
(tra sè)
Susanna!

(Forte)

Vendicarsi?

SUSANNA
Sì.

FIGARO
Come potria farsi?

(Tra sè)

La volpe vuol sorprendermi,
e secondarla vò

SUSANNA
(tra sè)
L'iniquo io vo' sorprendere,
poi so quel che farò.

FIGARO
(con comica affettazione)
Ah se madama il vuole!

SUSANNA
Su via, manco parole.

FIGARO
(come sopra)
Eccomi a' vostri piedi...
ho pieno il cor di foco.
Esaminate il loco...
pensate al traditor.

SUSANNA
(tra sè)
Come la man mi pizzica,
che smania, che furor!

FIGARO
(tra sè)
Come il polmon mi s'altera,
che smania, che calor!

SUSANNA
(alterando la voce un poco)
E senz'alcun affetto?

FIGARO
Supplicavi il dispetto.
Non perdiam tempo invano,
datemi un po' la mano...

SUSANNA
(gli dà uno schiaffo parlando
in voce naturale)
Servitevi, signor.

FIGARO
Che schiaffo!

SUSANNA
(ancor uno)
Che schiaffo,

(lo schiaffeggia a tempo)

e questo, e questo,
e ancora questo, e questo, e poi quest'altro.

FIGARO
Non batter così presto.

SUSANNA
E questo, signor scaltro,
e questo, e poi quest'altro ancor.

FIGARO
O schiaffi graziosissimi,
oh, mio felice amor.

SUSANNA
Impara, impara, oh perfido,
a fare il seduttor.

(I suddetti e poi il Conte)

FIGARO
(si mette in ginocchio)
Pace, pace, mio dolce tesoro,
io conobbi la voce che adoro
e che impressa ognor serbo nel cor.

SUSANNA
(ridendo e con sorpresa)
La mia voce?

FIGARO
La voce che adoro.

SUSANNA E FIGARO
Pace, pace, mio dolce tesoro,
pace, pace, mio tenero amor.

Scena Quattordicesima

CONTE
(avvicinandosi)
Non la trovo
e girai tutto il bosco.

SUSANNA E FIGARO
Questi è il Conte, alla voce il conosco.

CONTE
(parlando verso la nicchia, dove entrò
madama, cui apre egli stesso)
Ehi, Susanna.. sei sorda... sei muta?

SUSANNA
Bella, bella! Non l'ha conosciuta.

FIGARO
Chi?

SUSANNA
Madama!

FIGARO
Madama?

SUSANNA
Madama!

SUSANNA E FIGARO
La commedia, idol mio, terminiamo,
consoliamo il bizzarro amator!

FIGARO
(forte. Si mette ai piedi di Susanna)
Sì, madama, voi siete il ben mio!

CONTE
La mia sposa! Ah, senz'arme son io.

FIGARO
Un ristoro al mio cor concedete.

SUSANNA
Io son qui, faccio quel che volete.

CONTE
Ah, ribaldi!

SUSANNA E FIGARO
Ah, corriamo, mio bene,
e le pene compensi il piacer.

(Vanno verso la nicchia a mano manca)

Scena Ultima

CONTE
(arresta Figaro)
Gente, gente, all'armi, all'armi!

FIGARO
Il padrone! Son perduto!

(Susanna entra nella nicchia,
Figaro finge eccessiva paura
)

CONTE
Gente, gente, aiuto, aiuto!

(I suddetti, Antonio, Curzio, Basilio
e Bartolo. Coro con fiaccole accese
)

BASILIO, CURZIO
BARTOLO, ANTONIO
Cosa avvenne?

CONTE
Il scellerato m'ha tradito,
m'ha infamato
e con chi state a veder!

BASILIO, CURZIO

BARTOLO, ANTONIO
Son stordito, son sbalordito,
non mi par che ciò sia ver!

FIGARO
Son storditi, son sbalorditi,
oh che scena, che piacer!

CONTE
Invan resistete,
uscite, madama,
il premio or avrete
di vostra onestà!

(tira pel braccio Cherubino, che fa forza
per no uscire, nè si vede che per metà; dopo
il paggio, escono Barbarina, Marcellina e
Susanna, vestita cogli abiti della contessa,
si tiene il fazzoletto sulla faccia,
s'inginocchia ai piedi del conte)

Il paggio!

ANTONIO
Mia figlia!

FIGARO
Mia madre!

BASILIO, BASILIO
BARTOLO, ANTONIO
Madama!

CONTE
Scoperta è la trama,
la perfida è qua.

SUSANNA
Perdono! Perdono!

(s'inginocchiano tutti ad uno ad uno)

CONTE
No, no, non sperarlo.

FIGARO
Perdono! Perdono!

CONTE
No, no, non vo' darlo!.

TUTTI
(s'inginocchiano)
Perdono! Perdono!

CONTE
(con più forza)
No, no, no, no, no!

(esce dall'altra nicchia e vuole
inginocchiarsi, il Conte nol permette)

CONTESSA
Almeno io per loro perdono otterrò.

CURZIO, BASILIO, CONTE
ANTONIO, BARTOLO
Oh cielo, che veggio!
Deliro! Vaneggio!
Che creder non so.

CONTE
(in tono supplichevole)
Contessa, perdono!

CONTESSA
Più docile io sono,
e dico di sì.

TUTTI
Ah, tutti contenti
saremo così.
Questo giorno di tormenti,
di capricci, e di follia,
in contenti e in allegria
solo amor può terminar.
Sposi, amici, al ballo, al gioco,
alle mine date foco!
Ed al suon di lieta marcia
corriam tutti a festeggiar!.



FINE DELL'OPERA.

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ACTO CUARTO 


(Noche. Jardín con dos pabellones, uno
a la derecha y otro a la izquierda. Aparece
Barbarina con un farolillo en la mano
)

Escena Primera

(Barbarina sola)

Nº 23. Cavatina

BARBARINA
(buscando algo en el suelo)
Lo he perdido... ¡pobre de mí!...
¡Ah, quién sabe dónde estará!
No lo encuentro...Y mi prima,
y el amo... ¿que dirán?

Escena Segunda

(Barbarina, Fígaro y Marcelina)

FÍGARO
(entrando)
Barbarina, ¿qué te sucede?

BARBARINA
Lo he perdido, primo.

FÍGARO
¿El qué?

MARCELINA
(entrando)
¿El qué?

BARBARINA
El broche
que me dio el amo para llevar a Susana.

FÍGARO
¿A Susana?, ¿el broche?

(Enfadándose)

¿Y tan jovencita ya conoces el oficio...

(tranquilizándose)

para hacerlo todo tan bien como lo haces?

BARBARINA
¿Qué ocurre? ¿Estás encolerizado conmigo?

FÍGARO
¿Y no ves que bromeo? Mira...

(Busca un momento por el suelo; después de
haber quitado habilmente un broche del
vestido de Marcelina, se lo da a Barbarina
)

...este
es el broche que el conde
te dio para llevar a Susana,
y servía de sello a una cartita.
¿Ves si estoy enterado?

BARBARINA
¿Por qué lo preguntas si ya lo sabes todo?

FÍGARO
Deseaba oír como el amo
te dio el encargo.

BARBARINA
¡Oh nada extraordinario!
"Ten, muchacha, lleva este broche
a la bella Susana y dile: este
es el sello de los pinos."

FÍGARO
¡Ah, ah, de los pinos!

BARBARINA
Es verdad que él añadió:
"mira que nadie lo vea",
pero tú no dirás nada.

FÍGARO
Tenlo por seguro.

BARBARINA
¿No necesitas saber nada más?

FÍGARO
Oh, nada, nada.

BARBARINA
Adiós, mi bello primo,
voy a ver a Susana y después a Cherubino.

(Se va saltando)

Escena Tercera

(Marcelina y Fígaro)

FÍGARO
(Aturdido)
¡Madre!

MARCELINA
¡Hijo!

FÍGARO
Me muero.

MARCELINA
Cálmate, hijo mío.

FÍGARO
Me muero, te digo.

MARCELINA
Calma, calma y más calma. El hecho es serio
y nos conviene pensar. Pero un momento,
que aún no sabes de quién se burla.

FÍGARO
Ah, ese broche, oh madre, es el mismo
que antes él recogió.

MARCELINA
Es verdad, pero esto
todo lo más, te da el derecho
de estar en guardia y vivir con sospechas.
Pero no sabes si en efecto...

FÍGARO
¡Alerta! Sé dónde se ha establecido
el lugar del encuentro...

MARCELINA
¿A dónde vas, hijo mío?

FÍGARO
A vengar a todos los maridos. Adiós.

(Parte enfurecido)

Escena Cuarta

(Marcelina sola)

MARCELINA
Debo avisar a Susana enseguida...
Yo la creo inocente:
¡esa cara, ese aire de modestia!
Y suponiendo que no lo sea...
cuando no estamos obsesionadas por
nuestro propio interés,
las mujeres defendemos nuestro sexo
de los desagradecidos hombres
que sólo piensan en oprimirnos.

Nº 24. Aria

MARCELINA
El cabrito y la cabrita
viven siempre en amistad,
el cordero y la ovejita
no se pelean jamás.
El más fiero de los animales,
en la selva o la campiña,
deja a su compañera
en paz y libertad.
Sólo nosotras, pobres mujeres,
que amamos tanto a nuestros hombres,
somos tratadas por esas desleales criaturas
con tanta crueldad.

(Sale)

Escena Quinta

(El fondo del jardín, con dos pabellones
practicables , Barbarina sola con un
par de frutas y un dulce
)

BARBARINA
(mira a uno y a otro lado)
En el pabellón de la izquierda eso dijo.
Es éste, es éste. ¿Y si luego no viniese?
¡Dios mío! ¡Que generosidad!
Regatearme a mí una naranja,
una pera, una pasta.
"¿Para quién es, señorita?"
"Oh, para un caballero"
"Ya lo sabíamos" ¡Bien!
El patrón le odia y yo le quiero bien.
Pero me ha costado un beso: no importa.
Quizás alguien me lo devuelva.

(alguien se acerca)

¡Estoy perdida!

(Huye asustada al pabellón
de la izquierda)

Escena Sexta

(Fígaro con capa y farol encendido; luego
entran Bartolo, Basilio y unos obreros
)

FÍGARO
(aparte)
¡Es Barbarina!

(fuerte)

¿Quién va?

BASILIO
Somos aquellos que invitaste a venir.

BARTOLO
(a Fígaro)
¡Qué mal aspecto!
¡Pareces un conspirador! ¿Qué diablos son
estos infaustos preparativos?

FÍGARO
Lo veréis dentro de poco.
En este mismo lugar
celebraremos la fiesta
de mi honesta esposa
y del feudal señor...

BASILIO
¡Ah, bueno, bueno!
Comprendo lo que pasa.

(aparte)

Se han puesto de acuerdo sin mí.

FÍGARO
Vosotros de estos lugares
no os alejéis. Mientras tanto
yo voy a dar ciertas órdenes
y vuelvo en un momento.
A un silbido mío, acudid aquí todos.

(Salen todos, excepto Bartolo y Basilio)

Escena Séptima

(Basilio y Bartolo)

BASILIO
Tiene al diablo en el cuerpo.

BARTOLO
¿Qué ha pasado?

BASILIO
Nada. Al conde le gusta Susana
y ella le ha dado una cita,
que a Fígaro no le gusta.

BARTOLO
¿Y qué? ¿Debería aguantarse?

BASILIO
Muchos lo han hecho,
¿por qué él no? Y en cualquier caso,
¿qué puedo hacer yo? En este mundo, amigo,
siempre ha sido peligroso
meterse con los poderosos.
Las cartas siempre están a su favor.

Nº 25. Aria

BASILIO
En aquellos años en que la inexperiencia
hacia fallar la razón,
yo también era muy impulsivo,
hacía el loco como no hago ahora.
Pero con el tiempo y los peligros
el Sentido Común hizo su aparición
y me quitó de la cabeza
los caprichos y el ardor.
A una pequeña cabina
me llevó un día,
y de la pared
del pacífico lugar
cogió una piel de asno.
"Toma", dijo, "querido hijo"
Después, desapareció.
Mientras observaba el regalo en silencio,
el cielo se nubló, se oyó el trueno
y comenzó a caer la lluvia.
Podría cubrirme con la piel
del asno que me regaló, pensé.
Acabada la tormenta, di dos pasos,
y apareció ante mí una bestia salvaje.
Pude sentir los terribles dientes,
ya no esperaba escapar.
Pero el fétido olor de mi vestido
acabó con el apetito de la bestia
que, despreciándome, volvió a la selva.
Esto me dió una lección: que la vergüenza,
el peligro, la desgracia y la muerte pueden
evitarse cubriéndose con una piel de asno;

(Se retiran. Entra
Fígaro envuelto en la capa
)

Escena Octava

(Fígaro solo)

Nº 27. Recitativo y aria

FÍGARO
Todo está dispuesto la hora
debe de estar próxima. Oigo gente...
¡Es ella!... No hay nadie...
Oscura es la noche,
y yo empiezo ya
a hacer el estúpido
oficio de marido.
¡Ingrata!, en el momento
de mi ceremonia
él gozaba leyendo y, al verlo,
yo me reía de mí mismo sin saberlo.
¡Oh Susana, Susana,
cuánto dolor me cuestas!
Con esa ingenua cara,
con esos ojos inocentes...
¡Quién lo habría creído!
¡Ah, fiarse de una mujer
es siempre una locura!
¡Abrid un poco esos ojos,
hombres incautos y necios!
Mirad estas mujeres,
mirad lo que son,
Estas llamadas diosas
de los sentidos engañados,
a las que tributa inciensos
la débil razón,
son hechiceras que nos encantan
para hacernos sufrir;
sirenas que cantan
para ahogarnos;
coquetas que seducen
para desplumarnos,
cometas que brillan
para quitarnos la luz.
Son rosas espinosas,
son zorras graciosas,
son osas benévolas,
palomas malignas,
maestras de engaños,
amigas de crear dificultades
que fingen, que mienten,
que no sienten amor,
no sienten piedad,
¡no, no, no, no!
El resto, el resto no lo digo,
ya cada cual lo sabe.

(Fígaro se oculta entre los árboles)

Escena Novena

(Entran Susana y la condesa disfrazadas,
Marcelina y después Fígaro
)

SUSANA
Señora, ella me dijo que Fígaro vendría.

MARCELINA
Ha venido: baja un poco la voz.

SUSANA
Así que uno nos escucha
y el otro vendrá a buscarme.
¡Comencemos!

MARCELINA
Quiero esconderme aquí.

(Entra por donde lo hizo Barbarina,
en el pabellón de la izquierda
)

Escena Décima

(Los anteriores menos Marcelina)

SUSANA
Señora, vos tembláis, ¿tenéis frío?

CONDESA
Me parece húmeda la noche; yo me retiro.

FÍGARO
(aparte)
Henos aquí en el gran momento de la crisis.

SUSANA
Bajo estas plantas,
si la señora lo permite,
me quedo a tomar el fresco una media hora.

FÍGARO
(aparte)
¡El fresco, el fresco!

CONDESA
(se esconde)
Quédate cuanto quieras.

SUSANA
El bribón está de guardia.
Divirtámonos también nosotros,
démosle el premio de sus dudas.

Nº 27. Recitativo y aria

SUSANA
Llegó al fin el momento
en que gozaré sin inquietud
en brazos de mi ídolo. ¡Tímidos desvelos!,
¡salid de mi pecho!,
no vengáis a turbar mi deleite.
¡Oh, cómo parece que al amoroso ardor,
la amenidad del lugar
la tierra y el cielo respondan!
¡Cómo secunda la noche mis secretos!
¡Ah, ven, no tardes, oh bien mío!
¡Ven a donde el amor para gozar te llama!,
mientras luzca en el cielo la antorcha,
y el aire esté sombrío, y el mundo calle.
Aquí murmura el arroyo, aquí bromea el aura
que con dulce susurro el corazón conforta.
Aquí ríen las flores y la hierba es fresca,
aquí todo invita a los placeres del amor.
Ven, bien mío, entre estas plantas ocultas,
te quiero coronar la frente de rosas.

(Se aleja entre los árboles)

Escena Undécima

(Los anteriores y después Cherubino)

FÍGARO
¡Pérfida! ¿Y de esta forma me mentía?
¡No sé si estoy en vela o duermo!

(Entra Cherubino canturreando.)

CHERUBINO
La, la, la...

CONDESA
¡El pequeño paje!

CHERUBINO
Oigo gente, entremos
donde entró Barbarina...

(Ve a la condesa.)

¡Oh, veo aquí a una mujer!

CONDESA
(aparte)
¡Ay, mísera de mí!

CHERUBINO
¡Me engaño! Por el sombrero
que veo en la oscuridad me parece Susana.

CONDESA
(aparte)
¿Y si el conde viene ahora? ¡Suerte cruel!

Nº 28. Final

CHERUBINO
Despacio, despacito me acercaré más,
no será tiempo perdido.

CONDESA
(aparte)
¡Ah!, si el conde llega ahora,
puede ocurrir algún lío!

CHERUBINO
(a la condesa)
¡Susanita! No responde,
con la mano el rostro esconde...
Ahora la burlo, ahora la burlo en verdad.

(Le toma la mano y la acaricia;
la condesa trata de liberarse
.)

CONDESA
(alterando la voz)
¡Atrevido!, ¡desvergonzado!,
¡idos rápido, fuera de aquí!

CHERUBINO
¡Melindrosa!. ¡maliciosa!,
¡ya sé por qué estás aquí!

Escena Duodécima

(Los anteriores y el conde)

CONDE
(desde lejos, como si lo viera)
He aquí mi Susana.

SUSANA Y FÍGARO
(cada uno aparte)
¡He aquí al burlador!

CHERUBINO
¡No te hagas conmigo la tirana!

SUSANA, CONDE Y FÍGARO
¡Ah, en el pecho me late el corazón!
Otro hombre con ella está...

CONDESA
¡Idos... o llamo gente!

CHERUBINO
(reteniéndole la mano)
Dame un beso o no harás nada.

SUSANA, CONDE Y FÍGARO
...por la voz ese es el paje.

CONDESA
También un beso, ¡qué valor!

CHERUBINO
Y ¿por qué hacer no puedo...
...lo que el conde pronto hará?

SUSANA, CONDESA, CONDE Y FÍGARO
(cada uno aparte)
¡Temerario!

CHERUBINO
¡Oh, qué melindres!
Sabes que yo estaba detrás del sofá.

SUSANA, CONDESA, CONDE Y FÍGARO
(como antes)
Si el pícaro aún insiste
estropeará el asunto.

CHERUBINO
(queriendo dar un beso a la condesa)
Toma entretanto...

(el conde se interpone entre e la condesa
y el paje, y recibe él mismo el beso
)

CONDESA Y CHERUBINO
¡Oh cielos! ¡el conde!

(Cherubino entra en el pabellón
donde estaba Barbarina.
)

FÍGARO
(acercándose al conde)
Quiero ver qué hacen allí.

CONDE
(quiere dar un bofetón a
Cherubino y se lo da a Fígaro
)
Para que no lo repitáis,
¡tomad esto!

FÍGARO Y SUSANA
¡Ah! he/ha obtenido una buena recompensa
con mi/su curiosidad!

CONDESA Y CONDE
¡Ah! ha obtenido una buena recompensa
por su temeridad!

(Susana que oye el bofetón, se ríe)

CONDE
(A la condesa)
Se ha ido por fin el audaz.
Acércate, bien mío.

CONDESA
Ya que así os place heme aquí, señor.

FÍGARO
¡Qué mujer tan complaciente!
¡Qué esposa de buen corazón!

CONDE
Dame la manita.

CONDESA
Os la doy.

CONDE
¡Querida!

FÍGARO
¿Querida?

CONDE
¡Qué dedos mas tiernecillos!
¡qué delicada piel!,
me pellizca, me cosquillea,
¡me llena de un nuevo ardor!

SUSANA, CONDESA Y FÍGARO
Los prejuicios estúpidos
ciegan la razón
y engañan los sentidos.

CONDE
Además de la dote, oh querida,
recibe también un brillante,
que te ofrece un amante
en prueba de su amor.

(le da un anillo a la condesa)

CONDESA
Susana lo toma todo de su benefactor.

SUSANA, CONDE Y FÍGARO
¡Va todo de maravilla!,
pero lo mejor falta aún.

CONDESA
(al conde)
Señor, de encendidas antorchas
veo el resplandor.

CONDE
Entremos mi bella Venus,
vayamos a ocultarnos.

SUSANA Y FÍGARO
Maridos necios, venid a aprender.

CONDESA
¿En la oscuridad, señor mío?

CONDE
Es eso lo que quiero.
Tú sabes que yo no deseo
entrar allá para leer.

FÍGARO
La pérfida lo sigue, es inútil dudar.

SUSANA Y CONDESA
Los astutos están en la trampa
comienza bien el asunto.

(Fígaro pasa de un lado a otro.)

CONDE
(alterado)
¿Quién pasa?

FÍGARO
(con rabia)
Pasa gente.

CONDESA
¡Es Fígaro, me voy!

CONDE
Marchad; luego volveré.

(El conde se aleja. La condesa
entra en el pabellón de la derecha.
)

Escena Decimotercera

(Fígaro y Susana)

FÍGARO
Todo está tranquillo y plácido:
entró la bella Venus;
con el bello Marte,
nuevo Vulcano del siglo,
en la red la cogeré.

SUSANA
(alterando la voz)
Eh, Fígaro, callad.

FÍGARO
Oh, esta es la condesa...
A tiempo aquí llegáis...
veréis allí vos misma...
al conde y a mi esposa...
Con vuestra mano
tocarlos podréis

SUSANA
(se olvida de alterar la voz)
Hablad un poco más bajo.
De aquí no me muevo,
pero vengarme quiero.

FÍGARO
(aparte)
¡Susana!

(fuerte)

¿Vengaros?

SUSANA
¡Sí!

FÍGARO
¿Cómo podría hacerse?

(aparte)

La zorra quiere sorprenderme
y quiero seguirle el juego

SUSANA
(aparte)
Al malvado quiero sorprender,
después se lo que haré, etc.

FÍGARO
(con afectación cómica)
¡Ah, si la señora lo quiere!

SUSANA
Venga, menos palabras.

FÍGARO
(como antes)
Heme aquí a vuestros pies...
tengo lleno el corazón de fuego.
Examinad el lugar...
¡pensad en el traidor!

SUSANA
(aparte)
¡Cómo me pica la mano!
¡Qué frenesí, qué furor!

FÍGARO
(aparte)
¡Cómo se me altera el pecho!
¡Qué frenesí, que calor!

SUSANA
(alterando la voz)
¿Y sin ningún afecto?

FÍGARO
¡Súplalo mi despecho!
No perdamos el tiempo en vano,
dadme vuestra mano...

SUSANA
(le da una bofetada hablando con
su propia voz)
¡Servios, señor!

FÍGARO
¡Qué bofetón!

SUSANA
(le da otro)
Sí, bofetón,

(Lo abofetea al mismo tiempo)

y éste , y este,
y todavía éste, y éste y después éste otro

FÍGARO
¡No golpees tan aprisa!

SUSANA
...y éste, señor pillo,
y éste... y también este otro.

FÍGARO
¡Oh bofetadas graciosísimas!
¡Oh, querida mía!

SUSANA
¡Aprende, aprende, oh pérfido!...
a dártelas de seductor.

(Los anteriores y después el conde)

FÍGARO
(se pone de rodillas)
¡Paz, paz, mi dulce tesoro!
Yo conocí la voz que adoro
y que siempre conservo en el corazón.

SUSANA
(riendo sorprendida)
¿Mi voz?

FÍGARO
La voz que adoro.

SUSANA Y FÍGARO
Paz, paz, mi dulce tesoro,
paz, paz, mi tierno amor

Escena Decimocuarta

CONDE
(aproximándose)
No la encuentro
¡y he recorrido todo el bosque!

SUSANA Y FÍGARO
Éste es el conde, por la voz le conozco.

CONDE
(hablando hacia el pabellón donde entro
la condesa, lo abre el mismo
)
¡Susana!, ¿estás sorda?, ¿estás muda?

SUSANA
¡Bien, bien! ¡No la ha conocido!

FÍGARO
¿A quién?

SUSANA
A la señora.

FÍGARO
¿A la señora?

SUSANA
¡A la señora!

SUSANA Y FÍGARO
La comedia, ídolo mío, terminemos;
consolemos al bizarro amador.

FÍGARO
(en voz alta y arrodillándose ante Susana)
Sí, señora, vos sois mi bien.

CONDE
¿Mi esposa? ¡Ah, estoy desarmado!

FÍGARO
¡Un consuelo a mi corazón concederéis!

SUSANA
Estoy aquí para hacer lo que queráis.

CONDE
¡Ah bellacos, bellacos.!

SUSANA Y FÍGARO
Ah, corramos mi bien,
y las penas compense el placer

(Van al pabellón de la izquierda)

Escena Última

CONDE
(detiene a Fígaro)
¡Gente, gente! ¡A las armas, a las armas!

FÍGARO
¡El amo! ¡Estoy perdido!

(Susana entra en el pabellón,
Fígaro finge mucho miedo)

CONDE
¡Gente, gente! ¡Ayuda, ayuda!

(Los anteriores, Basilio, Bartolo, Curzio,
Antonio y otros con antorchas encendidas
)

BASILIO, CURZIO
BARTOLO, ANTONIO
¿Qué sucede?

CONDE
El malvado me ha traicionado,
me ha infamado,
¡y vais a ver con quién!

BASILIO, CURZIO

BARTOLO, ANTONIO
¡Estoy aturdido, estoy asombrado,
no puedo creer que sea verdad!

FÍGARO
¡Están aturdidos, asombrados,
oh, que escena, qué placer!

CONDE
¡En vano resistís!
¡Salid, señora!
El premio ahora tendréis
a vuestra honestidad.

(El conde lleva del brazo a Cherubino que
se resiste y que sólo se le ve la mitad;
luego salen Barbarina, Marcelina y Susana
vestida con la ropa de la condesa, lleva
un pañuelo en la cara y se arrodilla ante
el conde)

¡El paje!

ANTONIO
¡Mi hija!

FÍGARO
¡Mi madre!

BASILIO, CURZIO
BARTOLO, ANTONIO
¡La señora!

CONDE
Descubierta está la trama
¡la pérfida está aquí!

SUSANA
¡Perdón, perdón!

(Se arrodillan uno a uno)

CONDE
¡No, no, no lo esperéis!

FÍGARO
¡Perdón. perdón!

CONDE
¡No, no, no quiero darlo!

TODOS
(arrodillándose)
¡Perdón, perdón, perdón!

CONDE
(con más fuerza)
¡No, no, no, no, no!...

(Sale la condesa del otro pabellón, y
quiere arrodillarse, el conde no la deja)

CONDESA
Al menos para ellos obtendré el perdón.

CURZIO, BASILlO, CONDE
ANTONIO, BARTOLO
¡Oh cielos, qué veo!
¡Deliro, desvarío!
No sé qué creer.

CONDE
(con tono de súplica)
¡Condesa, perdón,!

CONDESA
Mas dócil yo soy
y digo que sí, y digo que sí.

TODOS
¡Ah! todos contentos
estaremos así,
Este día de tormentos,
de caprichos, de locura,
en contento y alegría
sólo el amor puede concluir.
Esposos, amigos ¡al baile, a la diversión!
¡Dad fuego, dad fuego a las mechas!
Y al son de una alegre marcha
corramos todos a festejar.



FIN DE LA ÓPERA